La ferocia. Crudeltà e violenza sulle donne
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Quando leggi storia drammatica di Loredana, 45 anni picchiata, segregata, legata in auto dall’ex compagno che poi la scaraventa viva da un viadotto, ti ritrovi dentro lo spazio cupo dell’orrore per questa umana ferocia che cresce ogni giorno di più.

Le tante domande sul perché si sviluppa questa crudeltà alla conclusione di una relazione amorosa, fanno spesso dire che è la gelosia dei maschi e l’incapacità di accettare il rifiuto e l’abbandono.

Non è una lettura sbagliata perché sappiamo quanto sia diffuso l’analfabetismo sentimentale nelle generazioni di maschi cresciuti con l’idea del potere e del possesso, senza strumenti di autocontrollo e senza educazione sessuo-affettiva e alle relazioni.

Ti chiedi però se oltre alla gelosia come sentimento prevalente nei femminicidi non vi sia solo l’abbandono, il tradimento, la ferita narcisistica da elaborare.

Alcune ricerche recenti mettono in evidenza un “bisogno psicologico di significato sociale”. Che è un sentirsi importanti per qualcuno che ha dato attenzione e cure. Nelle relazioni amorose, quelle esclusive e unica fonte di gratificazione affettiva, l’abbandono spesso è esperienze che ri-attiva sentimenti di umiliazione e fallimento.

Altri studi puntano alla comprensione di quei “legami traumatici” basati sul terrore, sulla manipolazione e sul potere maschile che tengono insieme relazioni disturbate “tra la vittima e chi la maltratta, soprattutto quando la violenza si alterna a momenti di tenerezza, pentimento, fragilità e apparente normalità” e dove il maltrattante, con un doloroso ribaltamento, trasferisce alla compagna la responsabilità della propria sofferenza: «Se mi lasci, mi rovini»; «Se mi denunci, perdo tutto»; «Senza di te non posso vivere»; come scrive Maria Teresa Fenoglio in una bella riflessione nella rivista “La porta di vetro” (https://www.laportadivetro.com/…/lorena-il-dramma-del…).

Evento ‘Insieme per Lorena Isceri’, l’iniziativa promossa dalla sindaca di Firenze nella via dove la 45enne abitava, e dove giovedÏ scorso Ë stata rapita dal suo ex Federico Vella che poi l’ha uccisa. Firenze 6 Settembre 2026. ANSA/Alessandro Bartolini

Non si vuole trovare giustificazioni alla violenza dei maschi, ma si intende cercare di capire perché solo il 10,5 % delle donne vittime di abuso, denuncia il partner (dati Istat 2025), e la sua possessività è scambiata per passione amorosa.

C’è bisogno di sapere come mai le vittime si preoccupano del persecutore e serve riconoscere la percezione che hanno del pericolo di feroci ritorsioni da parte dei maschi dominanti.

Ma è altrettanto necessario aiutarle a contenere l’illusione e l’aspettativa del cambiamento o di un ultimo incontro di chiarimento, spesso invece fatale.

Urge così aiutare le giovani donne a riconoscere le relazioni romantiche autentiche che non sono mai quelle controllanti o che isolano.

Serve poi sostenere i maschi nella gestione della sessualità e degli affetti e far crescere una comunità di adulti capaci di spiegare ai figli che non sono i “maschi forti quelli che dominano le passioni e proteggono le donne”.

Abbiamo l’urgenza che i maschi, tutti i maschi, si impegnino a educare alle relazioni e al rispetto con cui si costruisce la competenza ad amare.

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