La “vacanza” come dice l’etimologia della parola, vuol dire “vuoto” e, per estensione, “tempo libero”. A inizio estate tutto si associa all’immagine della “libertà” dagli impegni quotidiani e al vuoto dalle incombenze o al tempo dell’ozio come assenza totale dal lavoro.
Puntualmente così, in questo periodo, arriva l’interrogativo relativo all’importanza o meno di dare i compiti per l’estate. E subito ci si pone sempre la stessa domanda: “i compiti servono e sono inutili?”
Può andare ma forse perdiamo tempo a decidere se servono o non servono. Anche perchè le risposte sono opposte. ed entrambe valide.
Chi è a favore dell’ozio estivo sostiene che anche gli studenti e gli scolari, come i lavoratori, hanno diritto a sospendere le attività. Chi è contrario dice invece che l’inattività prolungata è dannosa perché fa dimenticare tutto quello che è stato appreso.

Invece di stare ogni anno a discutere sui compiti estivi che, dal mio punto di vista non sono il male assoluto purché non siano eccessivi, io mi soffermerei a riflettere su cosa serve ai figli durante l’estate, di quali opportunità hanno bisogno.
Di certo non vuol dire permettere a bambini e adolescenti di restare perennemente attaccati ai loro smartphone, al contrario significa regolamentarne l’uso e negoziarne l’utilizzo soprattutto con i teenager.
Ma non basta affermare l’importanza di togliere gli smartphone, quanto salvare e stimolare la loro creatività e per primi. come genitori essere creativi suggerendo ai figli occupazioni alternative e attività altrettanto utili allo sviluppo di relazioni.
I “compiti” da fare durante il tempo estivo dovrebbero essere quelli di sviluppare esperienze e attività che durante il resto dell’anno non si riescono a fare per le attività di studio e dei compiti di cui la scuola è protagonista.
L’estate, invece, con le sue giornate lunghe, anzi lunghissime è un tempo prezioso in cui si recuperano i rapporti personali e prima di tutto quelli familiari, che nel resto dell’anno sono stati frettolosi e limitati.
Fortificare i legami serve a rendere più aperta e confidenziale la relazione e può aiutare anche i genitori separati a recuperare una convivenza meno precaria e frammentata, dove la vicinanza rafforza la conoscenza e l’intesa reciproca, che poi possono essere davvero un bene prezioso in inverno e nel corso dell’anno.
In altre parole, di là dei compiti come esercizi di varie discipline, penso che la scuola possa suggerire l’impegno a leggere libri di narrativa proponendo testi adatti all’età degli studenti per stimolare in particolare gli adolescenti, visto cheleggono sempre meno.
Ma parallelamente, forse possono venire utili anche tutte quelle esperienze di cooperazione e di attività “lavorative” in ambito del volontariato giovanile.
In un tempo non lontano, questo serviva come approccio al mondo del lavoro e permetteva di fare una reale esperienza di “bottega” utile anche per capire cosa si sapeva o non si sapeva fare.




































