TV33 Oltre le parole. GLI ODIATORI
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Negli ultimi tempi le cronache ci hanno parlato dei ragazzi che vanno a scuola con i coltelli per aggredire gli insegnanti.Mi viene da chiamarli gli odiatori, che sono una variante di quelli che circolano in rete, di ogni età a dire il vero, ma più spesso minori  che minacciano o offendono in rete chiunque.Ragazzini cresciuti troppo in fretta, immersi nei social, impulsivi e arrabbiati che odiano e diventano violenti senza che nessuno se ne accorga.Escono di casa per andare a scuola, armati di coltelli come se dovessero andare a combattere. Di recente uno di 13 anni che colpisce quasi mortalmente l’insegnante,  l’altro di 14 che avrebbe potuto fare di peggio se alcuni compagni non avessero intercettato online le sue intenzioni.

L'immagine attuale non ha un testo alternativo. Il nome del file è: OLTRE-LE-PAROLE-1-scaled.jpg

E noi adulti non ci accorgiamo di nulla, eppure stanno accanto a noi, nella stessa casa o siedono tra i banchi che frequentiamo ogni giorno.Prima di meravigliarci, quindi, chiediamoci quanto li conosciamo e cosa pensano questi ragazzini cresciuti in fretta.Domandiamoci cosa provano dentro, prima di diventare belve.Fino a quando non ci facciamo queste domande, finché non li ascoltiamo con attenzione e li osserviamo senza le lenti deformate di chi adulti si trova sempre in altre faccende affaccendato, non li possiamo vedere per come sono davvero.Intanto smettiamola di dire “Non avrei mai pensato che poteva accadere quello che è successo” perché significa che siamo restati distanti dalla loro esistenza.

Della violenza e della rabbia che vivono dentro incolpiamo i Social che, per la verità non sono innocenti, anzi, ma nel male o nel bene, sono gli unici “luoghi” che offrono loro ascolto e soddisfano quell’acuto bisogno di essere visti e ascoltati.La professoressa, vittima di questa esecrabile aggressione, ha dichiarato di aver capito mentre guardava negli occhi il ragazzino che la colpiva “quanta rabbia ci può esserci in loro”.Il problema però è raccogliere prima i loro pensieri ed è anticipare quell’esplosione  di violenza.La questione è complessa, ma si cresce solo se si è ascoltati e se ci sentiamo nei pensieri di chi ci accompagna. Si diventa adulti con precise risposte educative che preparano alla sessualità e all’affettività.Si cresce quando si hanno a fianco adulti coerenti e non “buonisti” che perdonano subito gli sbagli, anziché insegnare l’importanza di dover rispondere dei propri gesti e educare alle responsabilità.

E si possono evitare sbagli gravi se non siamo soli e ci abbiam compagni solidali capaci di cogliere le nostre difficoltà e venirci in aiuto quando ne abbiamo.

hhttps://www.tv33.it/programmi-tv/oltre-le-parole

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