La parola sballo è nota soprattutto nel linguaggio giovanile e si riferisce all’eccitazione e all’euforia che si prova dopo aver assunto una sostanza psicoattiva o l’alcol.
Lo sballo spesso ha qualcosa che fare con la paura crescente degli adolescenti di sentirsi vulnerabili e incapaci di tollerare il dolore. Non tanto quello fisico, quanto quello interno e mentale connesso a sentimenti ed emozioni a cui le nuove generazioni non sanno dare un nome.
Di fronte a questi stati d’animo prevalgono due risposte: l’autolesionismo, cioè il farsi male con tagli e bruciature per ricondurre il dolore interiore al piano fisico, oppure lo sballo sovente prodotto da un’abbuffata di alcol come il “Binge drinking” che ti ubriaca in poco tempo.
Ultimamente si è aggiunta l’inalazione di un gas tossico, il protossido di azoto, e da un paio di ani è diventata una pratica diffusa tra gli adolescenti. Facilmente reperibile online e a costo limitato, il protossido di azoto che disinibisce, euforizza, fa ridere e ti rende simpatico è stato chiamato la “droga della risata” per il suo effetto analgesico e anestetico e utilizzato in medicina per inalzare la soglia del dolore, ma che nel giro di poco e ti fa sentire allegro e felice.
Scoperto di recente da giovani e giovanissimi, il consumo di questo gas che si trova in piccole confezioni utilizzate anche in gastronomia, è aumentato a dismisura diventando una pratica “ludica” di gruppo. Resa virale da video e post che mostrano adolescenti distesi a terra a inalalrlo da palloncini di gomma colorati e festosi, usati per pre-riscaldare il gas che è conservato a basse temperature.
Fatto In compagnia sembra un passatempo divertente, quando invece è altamente rischioso e a volte mortale, il cui utilizzo frequente può generare dipendenza.

Qualcuno dirà che si tratta della solita trasgressività giovanile che ha interessato l’adolescenza di ogni generazione e serve ancora come occasione per mostrare la propria crescita e le abilità raggiunte. Invece lo sballo di oggi è pratica che inizia precocemente (già verso gli 11 anni) e di cui i ragazzini hanno poca coscienza del pericolo perché prevale l’emulazione e l’impulsività, cui si aggiunge la carenza quasi totale di autocontrollo e la scarsa conoscenza dei rischi.
Con lo sballo da gas euforizzante, i giovani sottovalutano le conseguenze, anzi rischiano danni gravi che possono andare da alterazioni sensoriali a ustioni cutanee, dal congelamento a stati confusionali e a problemi neuromotori. Un fenomeno nuovo di cui ancora non abbiamo dati precisi sulla sua diffusione ma che ha già allarmato gli Osservatori sulla condizione giovanile e richiede con urgenza informazione e prevenzione.
Agli adulti di riferimento spetta li compito di far conoscere rischi e pericoli e allo stesso osservare i possibili sintomi precoci, come le piccole lesioni attorno alla bocca che potrebbero essere date dall’inalazione del gas troppo freddo.
In genere dovrebbe esserci allerta se in casa compaiono stranamente palloncini colorati, come per preparare di una festa!




































