L’estate della coppia
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D’estate la coppia si avvicina, la prossemica lo fa capire, perché di solito è una stagione di vicinanza e incontri ma può diventare anche un tempo di lontananze e fughe.

In genere è la maggiore libertà dei comportamenti che avvicina i corpi e, con più disinibizione, nascono nuovi rapporti o nuovi modi distare insieme. Nelle coppie consolidate, l’estate che evoca leggerezza e intensifica l’espressione dei sentimenti, a volte rafforza l’amore e gli affetti, mentre i ritmi quotidiani meno pressanti favoriscono le attenzioni e l’intimità.

L’abbigliamento estivo fa la sua parte, invoglia alla prossimità e al contatto e attiva lo sguardo sul corpo che è comunicazione non verbale, espressiva e ricca di segnali.

Non a caso si dice che è la stagione dell’eros da scoprire o degli affetti da rivitalizzare e dei desideri assopiti, da risvegliare.

Non sempre però tutto è facile. Il tempo insieme, maggiore che nei mesi invernali, può non aiutare. Anzi a volte scuote, perché non lo sappiamo riempire e può mettere alla prova gli amanti. Soprattutto i cambiamenti veloci e quella leggerezza dei comportamenti che prende campo d’estate in certi momenti confondono in quanto alimentano passioni improvvise e destabilizzanti..

Se ad esempio cambiano i ritmi e gli spazi abituali, se mutano i desideri e le attese, tutto diventa provvisorio e mutevole. Similmente al tempo meteorologico che d’estate può infuocare l’aria e d’un tratto raffreddarla, anche gli umori mutano rapidamente. All’euforia di un momento felice può seguire la tempesta e quelle relazioni che sembrano volare leggere, in un attimo si appesantiscono e fanno pensare a sogni di passioni perdute.

Non è solo la routine che impregna di noia le sere d’inverno a far evaporare l’eros, ma ci può essere anche l’aria frizzante delle notti estive che mette a nudo conflitti nascosti o rabbie taciute dagli amanti. Le crisi allora esondano nel terreno della convivenza ed emergono dai substrati della mente in cui il partner non ha accesso.

D’estate servirebbe piuttosto dar voce subito alle incrinature delle relazioni, anche quelle più apparentemente insignificanti. Aiuterebbe comunicare le paure e le incertezze e imparare che le parole, come sanno ferire possono anche salvare e avvicinare a quello che un tempo era uno sfiorarsi felice.

Per evitare il distanziamento o le fughe, in estate farebbe bene che la coppia ricostruisse nuovi equilibri e trovasse la capacità di contenere le aspettative irrealistiche di una relazione che si vorrebbe vivere sempre secondo le proprie intenzioni.

I rapporti invece si salvano o ri-fioriscono, se si ammettono le mancanze dell’altro o dell’altra insieme alle proprie. E se si accettano le imperfezioni che, a ben guardare, sono pari alle nostre. Meglio “so-stare” anche nelle relazioni difficili per il tempo che serve a chiarire piuttosto che pacificare gli animi rimuovendo subito i conflitti. Meglio coltivare uno sguardo che non giudica e che dell’altro ogni giorno ti fa conoscere qualcosa di nuovo e importante.

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