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AUTOREVOLEZZACapire i figli , Athesia Editore – min. 3,35

La genitorialità non è una pratica del fare, quanto un essere. È lo star dentro una relazione circolare che coinvolge educatore ed educato. Perché chi educa a sua volta è educato e, diceva Paulo Freire: Si educa se stessi e con l’aiuto degli altri.1
Genitorialità ed educazione allora richiedono una continua revisione e in questo momento storico la necessità di domandarsi quale genitorialità serve e di quanta autorevolezza c’è bisogno nell’azione educativa. La parola chiave autorevolezza è quella che dovremmo saper coniugare senza paura con concetto di autorità, da cui necessariamente deriva come vocabolo. E per essere autorevoli bisogna prima di tutto essere capaci di esprimere autorità, in quanto un bambino può diventare adulto grazie alla cura e all’attenzione di qualcuno che si occupa di lui e in maniera prevalente della sua crescita.

Pre-occupazione è il sentimento autentico dell’adulto capace di esprimere la sua autorità e in grado di integrare amorevole presenza con un pensiero protettivo ma anche di distanza. Solo chi sa coniugare le necessità di dipendenza di un bambino dall’adulto di riferimento con le esigenze di autonomia è un adulto autorevole e riferimento fondamentale per la crescita e l’individuazione. L’autorevolezza però si esprime soprattutto come accoglienza affettiva e si trasmette con l’amorevolezza e la dedizione senza la quale non può esserci sviluppo. La mancanza di questa dimensione, cioè l’anaffettività, lascia al palo e sconfitto qualsiasi bambino, in quanto, come sappiamo tutti, il piccolo dell’uomo dopo la nascita ha bisogno ancora di una “seconda gestazione” fatta di protezione e tenerezza, di autentico affetto e presenza.

Inoltre non vi è autorevolezza senza la coerenza che è il necessario elemento di sicurezza capace di garantire la crescita di ogni individuo. Per il bambino e l’adolescente è fondamentale sapere che l’adulto a cui si riferisce, è coerente nel tempo e non mostra divergenze incolmabili tra ciò che dice e quello che fa, mentre ugualmente condivide il progetto educativo con l’altro partner della coppia genitoriale.

Infine è autorevole chi è capace di interagire con il proprio figlio, cioè sa comunicare in maniera efficace nel corso di tutta la crescita e soprattutto durante l’adolescenza. Perché come educatore l’adulto deve saper mediare tra le varie necessità tipiche dello sviluppo di un adolescente e negoziare le regole senza abdicare al suo ruolo normativo. Ciò non è in contrasto con lo sviluppo dell’autonomia e la promozione dell’indipendenza.

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