Educare all’impegno civile
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Forse mai come oggi la parola educare dovrebbe corrispondere esattamente all’etimologia latina, ovvero  educere: far venire fuori, far emergere.

Dopo anni di deriva e di assenza della coscienza collettiva  abbiamo bisogno di credere che i nostri gesti da quelli piccoli e quotidiani a quelli più importanti, siano volti non solo a eliminare quel devastante “pensiero unico” che caratterizza il nostro tempo, ma soprattutto far crescere la capacità critica, il senso di responsabilità e di legalità capaci di promuovere lo sviluppo individuale e collettivo della società.

Educare è un’azione globale.

Interessa ogni aspetto della vita collettiva e non può essere limitato ai pochi ambiti classici come la famiglia e la scuola. Quella comunità educante che si è resa latitante e negli utlimi anni ha lasciato parlare il Grande Fratello o il Superenalotto, gli Amici o le varie Isole del Famosi, ha bisogno di risvegliarsi e riappropriarsi dei suoi compiti.

L’appello di qualche anno fa di Alex Zanotelli, un prete di instancabile energia sui temi fondamentali della vita sociale, è quello che tutti si facciano carico del valore inestimabile che hanno alcune scelte responsabili che ci attendono. Con lui però viene subito in mente un altro prete, Don Milani, quando diceva che “L’obbedienza non è più una virtù”.

Disobbedire e soprattutto far sentire la propria voce di fronte a leggi ingiuste è, a mio avviso, il richiamo obbligato all’impegno civile che condividiamo con Zanotelli. Si tratta quindi di essere partecipi e protagonisti del risveglio dal torpore e dall’indifferenza degli ultimi tempi.

Snoopy
Snoopy

La sfida di oggi è dunque un progetto educativo rivolto non solo alle nuove generazioni ma a ciascuno di noi  perchè tutti ci si possa finalmente indignare per l’immoralità di alcune scelte politiche a cui i referendum popolari fanno riferimento.

Abbiamo un urgente bisogno di rimettere in campo l’idea del rispetto degli altri e dell’attenzione al bene collettivo. C’è la necessità di arginare l’individualismo e il personale tornaconto ma allo stesso tempo sostenere l’importanza della partecipazione perchè si torni a riconoscere il valore deila condivisione.

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