Paura di separarsi
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Le paure appartengono all`esperienza comune di ognuno di noi. Esse rappresentano il modo con cui entriamo in contatto con la realtà e hanno la funzione…

…di metterci in allarme per poter di valutare la situazione e le nostre risorse. L’emozione della paura, dunque, è utile perché ci consente di rapportarci alla realtà. La paura e l’angoscia sono spesso collegate alla sensazione di perdere qualcosa che ci appartiene, sia essa la nostra sicurezza, la nostra integrità fisica o quella degli altri o altro ancora. Tra le paure più profonde che noi ci portiamo appresso vi è proprio quella della separazione.

Essa nasce dal timore reale o immaginario di essere abbandonati e non farcela da soli. Nel corso dell’infanzia il bambino si deve confrontare più volte con questa esperienza poiché  dipende totalmente o in grande misura dagli adulti. Ma è proprio quel particolare rapporto di dipendenza, quel legame profondo e intenso di attaccamento che aiuta a crescere.

È fondamentale che esso ci sia. Nessun processo di sviluppo può realizzarsi se non vi è stato un rapporto di dipendenza. Poi il bambino, divenuto adolescente, sente il bisogno di sperimentare livelli di autonomia sempre più ampi. Nel corso della prima parte dell’adolescenza vuole più libertà, più spazi per sé. Richiede, alle volte con una energia e aggressività, di starsene da solo, preferisce il gruppo dei coetanei alla famiglia, diserta la casa usandola come un albergo: si fa vedere solo per mangiare e per dormire.

Nelle fantasie di molti preadolescenti impegnati a progettare il loro futuro e a sperimentarsi in situazioni nuove, vi è di frequente il desiderio dichiarato apertamente di potersene andar via di casa appena compiuti i 18 anni. Quando poi hanno una relazione affettiva con un partner non pensano ad altro che ad andare prima o poi a viverci insieme e, trascurando di fatto le reali difficoltà che vi sono alla realizzazione di questo desiderio, sognano ad occhi aperti il momento in cui potranno separarsi dalla famiglia e fare vita di coppia.

Tutto ciò è assolutamente normale. Indica che l’adolescente sta uscendo dalla fase di dipendenza e non è più totalmente vincolato ai suoi bisogni infantili. Poi però, man mano che si avvicina il momento in cui si può realizzare questo progetto e può avvenire quella separazione tanto sognata, la paura di non farcela e l’insicurezza fanno capolino nella mente dell’adolescente  che diviene preoccupato, ansioso, incerto sulle proprie capacità. Teme per se stesso ma nel contempo anche per gli altri che gli stanno attorno.

La separazione che si prospetta può essere fonte di angoscia e alimenta fantasie aggressive che  l’adolescente non sa come gestire. Una di queste potrebbe rappresentarsi come paura di far del male ai genitori e alle persone affettivamente vicine con il suo desiderio di andarsene. Teme che questo desiderio ferisca le persone che gli vogliono bene, teme che essi possano ritirare il loro affetto, si angoscia all’idea di non avere più la loro rassicurazione. Possono spiegarsi così certe paure che i genitori si ammalino, che subiscano un incidente. In una sorta di regressione infantile l’adolescente diviene insicuro e ansioso e tenta di controllare le sue paure con un insieme di rituali magici che dovrebbero illusoriamente restituirgli la tranquillità. Alle volte questa situazione è solo temporanea e richiede unicamente

 gm

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