Pedopornografia. Pericolo crescente.
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Ti sconvolge quando leggi che a un ragazzo di 20 anni sequestrano una quantità di foto e video hard con protagonisti i bambini tra 2 e i 12 anni. E ti turba non poco l’idea che una parte di questo materiale potrebbe averla diffusa tra i pari o anche tra i più piccoli. Eppure capita e non è raro che, oltre agli adulti, vi siano ragazzi e ragazzini i quali, attraverso le chat o WhatsApp facciano girare video e foto di contenuto erotico e violento. È già capitato e preoccupa non poco perché il fenomeno, di per sé allarmante, pare in costante aumento.

Molti possono essere i motivi che muovono la pedofilia e l’adescamento online che, in fondo, sono la stessa faccia della pedopornografia in quanto testimoniano la violenza che è già esercitata sui minori, ma vien da pensare che oltre ai grandi interessi economici e al di là disturbo psichico del pedofilo, vi possa essere dell’altro da prendere in considerazione. Ad esempio nel caso di giovani e di minori che divulgano materiale osceno, potrebbe esserci non solo l’incoscienza e la trasgressività giovanile, quanto una sorta di normalizzazione dei molti comportamenti violenti e offensivi e l’adescamento tramite video e foto di sesso esplicito, sia la conseguenza della perdita del senso del limite a cui si aggiunge la scarsa percezione delle conseguenze e delle proprie responsabilità.

Così aumentano ogni giorno i “giochi” offensivi del cyberbullismo, per nulla divertenti per chi li subisce, come l’ormai noto sexting o il sextortion che è attività sessuale e di estorsione, o il Revenge porn, cioè la vendetta pornografica. Si tratta di una pericolosa realtà e di una piaga sociale che la comunità educante deve denunciare in quanto inaccettabile, ma a cui con urgenza  deve dare risposte per poter contrastare la pedopornografia che rischia di dilagare e mietere vittime.

Urge che genitori e educatori abbiano competenze nuove e precisi strumenti educativi capaci di far capire ai piccoli già nel corso dell’infanzia la pericolosità di alcuni comportamenti.

È sempre più necessario che gli adulti di riferimento siano in grado di ascoltare attentamente e osservare il comportamento di bambini e adolescenti quando si relazionano tra di loro. Fondamentale è educarli alla sessualità e alle emozioni, tenendo ben presente che ora una grande parte di essa è veicolata e vissuta nella realtà virtuale. E ciò rende necessario ribadire l’importanza che la sessualità rimanga una sfera intima e privata. Allo stesso tempo ai minori va detto che ciascuno ha il diritto di decidere come e con chi condividere la propria vita sessuale, ricordando che ogni individuo, anche all’interno della coppia più affiatata, può e deve saper dire “no” se non ama o non desidera fare qualcosa di non gradito nel reale e nel virtuale, anche se chi lo chiede è persona affidabile.

Fronteggiare la pedofilia e la pornografia infantile vuol dire educare, soprattutto con l’esempio, i bambini e gli adolescenti a non postare i selfie personali e delle parti intime, perché la loro condivisione è pericolosa. E va ribadito che non dovrebbe essere mai concessa a nessuno l’autorizzazione per l’utilizzo di foto o video della propria sfera privata, in quanto il ricatto e la vendetta sono risposte sempre possibili, capaci di distruggere sicurezze e dignità.

 Giuseppe Maiolo

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