Di solito pensiamo che tra aspettare e attendere non ci sia differenza. In realtà sono due verbi diversi con significati, se non opposti, divergenti, perché nell’etimo aspettare contiene l’azione del “restare a guardare qualcosa” e attendere rimanda “al volgere l’attenzione a…” che vuol dire dedicarsi e averne cura. Non sfugge dunque che l’aspettare sia sosta...
FlashNews:
Gli argini. I limiti che servono per diventar grandi
Il figlicidio. Quando non si intercetta il disagio mentale materno
La sicurezza, il limite e la prevenzione
La povertà educativa è anche digitale
I social e i minori.Ma bastano i nuovi limiti contro la dipendenza?
La guerra che continua. Serve parlarne con i figli
Accoltellare un insegnante a 13 anni
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Emozioni. La vita emotiva dei giovani in rete
Gestire l’aggressività dei figli
Bullismo. Un fenomeno sempre più cyber
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Lo sballo che sballa
Coltelli che uccidono.La rabbia nascosta di una generazione
RECITAL proGaza
Dalla mattanza di Capodanno allo smartphone
Vietare si social. O educare al loro uso?
Categoria: Psicologia
Un passato molto prossimo
Il 20 novembre è morta l’attivista argentina Hebe Pastor de Bonafini, una delle più note promotrici della protesta delle Madres de Plaza de Mayo. Per un paio di giorni è tornata un po’ di attenzione sul movimento pacifico di resistenza, nato nel 1977, per denunciare la durissima repressione del regime dittatoriale argentino contro gli oppositori...
Tollerare vuol dire costruire rispetto e gentilezza
Tollerare è un verbo impegnativo che indica la capacità di contenere le reazioni avverse di alcuni alimenti che l’organismo non metabolizza e, per estensione, sopportare i pesi della vita, cioè resistere nelle situazioni difficili e gestire le emozioni spiacevoli. Ma anche accettare le differenze altrui. Nelle interazioni personali, soprattutto, la tolleranza a volte viene confusa...
Umiliazione. Quel sentimento devastante che non educa.
Ha sorpreso il ministro della Repubblica che esalta l’umiliazione come riscatto per i bulli e la definisce fattore fondamentale della crescita. Anche le scuse successive con cui ha ammesso di aver usato “un termine inadeguato”, non hanno ridotto lo stupore che l’umiliazione sia metodo educativo utile a correggere le azioni violente e inaccettabili di un...
La responsabilità è capacità di dare risposte
In questi giorni in cui le annuali ricorrenze ci ricordano i diritti dei minori e la violenza alle donne, mi viene da pensare che prima di tutto c’è un termine da mettere in evidenza al di là delle manifestazioni e delle testimonianze. È la parola “responsabilità”. Vocabolo che echeggia con frequenza e che chiediamo agli...
Psicoanalisi e Blues
Una delle esperienze che caratterizza il pensiero dell’uomo è quella di poter scoprire, stupendosi ogni volta, che le cose che ama presentano delle caratteristiche simili, qualcosa che le avvicina tra loro, anche quando in apparenza sembrano non avere nulla in comune. Mi sono sempre chiesto cosa mai potessero avere in comune due mie grandi...
La nostalgia. Una forma del desiderio
Ci sono parole nella parlata comune, che hanno sbiadito il significato e, a volte, perso la valenza del sentimento intimo che le impregna. Una di queste mi pare sia la nostalgia, che in un tempo di transiti e migrazioni accompagna la sofferenza silenziosa di chi deve forzatamente fuggire e abbandonare i luoghi della propria vita....
Baby gang? I nostri ragazzi arrabbiati!
C’è una paura crescente che circola tra di noi e non di rado diventa angoscia e terrore per la violenza giovanile. È quella che incontri sempre più spesso in giro, nelle città piccole o grandi, nei parchi deserti o nei quartieri affollati. Poco importa, perché non c’è una dimensione definita. Ha un nome comune, invece,...
Siamo di passaggio. Ma non distraiamoci
Nel vocabolario online Treccani è stato accolto ufficialmente un nuovo lemma: “smombie s. f. e m. inv. Chi cammina per strada senza alzare lo sguardo dallo smartphone, rischiando di inciampare, scontrarsi con altre persone, attraversare la strada in modo pericoloso”. Tanto nuovo questo neologismo non è: ne avevo letto sulla stampa italiana già nel 2016...
La chat degli orrori. Quei tredicenni vittime e carnefici
Quei settecento ragazzini, e forse anche più, che nei giorni scorsi abbiamo scoperto scambiarsi materiale pedopornografico e immagini di sevizie sui bambini, ci hanno scioccato. Dopo una lunga indagine la Polizia postale ci ha rivelato un’incredibile diffusione di foto e video di una raccapricciante violenza. Sconvolge non poco, perché eri abituato a pensare agli adulti...











































